Ho voluto aprire il Settimo Rapporto ENEA sull’Efficienza Energetica con questa frase di Richard Thaler, padre dell’economia comportamentale nonché premio Nobel 2017 per aver individuato e teorizzato i tratti umani che influenzano sistematicamente le decisioni individuali e gli esiti del mercato.Estendendo il principio del make it easy agli obiettivi nazionali di Efficienza energetica, penso che sia proprio la ‘semplificazione’ la parola chiave che ha caratterizzato il 2017, anno in cui il nostro Paese ha messo in campo provvedimenti e strumenti strutturali per superare una serie di barriere che rendevano molto complessa l’attuazione delle politiche nazionali per l’Efficienza Energetica. Primo fra tutti, la Strategia Energetica Nazionale (SEN) ha delineato per il settore edilizio, ritenuto il più critico anche a livello europeo, un percorso a lungo termine di riqualificazione del parco edifici, l’ottimizzazione delle detrazioni fiscali e l’utilizzo del Fondo Nazionale per l’efficienza energetica, meccanismo quest’ultimo pensato per ridurre le incertezze negli investimenti e stimolare i finanziamenti bancari. Tutto più semplice, quindi, e decisamente più efficace. Come la constatazione che l’efficienza energetica non potesse essere disgiunta dagli aspetti della sicurezza sismica dei nostri edifici. Un solo intervento che metta insieme il risparmio energetico e la sicurezza può certamente semplificare la vita ad una famiglia che intende investire nella riqualificazione del proprio immobile, ad un’impresa di costruzioni che non sarà costretta ad intervenire più volte ma anche allo Stato che potrà ottimizzare le proprie risorse. Rimanendo nel settore edilizio, non mi stancherò mai di ricordare il meccanismo di cessione del credito per agli interventi di riqualificazione energetica introdotto già nel 2016 e perfezionato con le ultime indicazioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Si tratta, anche in questo caso, di una grande innovazione per il settore che punta a semplificare il meccanismo di incentivazione abbattendo due delle principali barriere teorizzate dall’economia comportamentale: l’avversione al rischio e quella alla perdita, che possono inibire la realizzazione di quegli interventi che sono un tassello fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi nazionali. Ritengo che, in prospettiva, tale meccanismo possa avere un effetto importante su due principali categorie di soggetti. In primo luogo i condomini che sono comunità di consumatori in cui le dinamiche decisionali e, in particolare, i conflitti spesso impediscono l’ingresso di innovazioni utili a migliorare la qualità dell’ambiente costruito, la sicurezza ed il risparmio energetico. La cessione del credito si configura come una leva che può influire su tali dinamiche che spesso bloccano il processo decisionale stesso rendendole più agili. Altra categoria che può giovarsi indirettamente della cessione del credito è quella dei cosiddetti soggetti vulnerabili che rappresentano circa il dieci per cento della popolazione italiana. Essi non sono nelle condizioni di poter intervenire sulla propria abitazione perché limitati da una serie di fattori che hanno a che fare con la proprietà dell’immobile, la disponibilità di risparmio da investire o anche la necessità di destinare buona parte del reddito ad altre priorità. In questo caso la cessione del credito può sollevare tali soggetti da oneri non sopportabili e, al contempo, restituire loro una dignità sociale minata dalle privazioni indotte dal risparmio forzato. Dunque, semplificare vuol dire anche informare gli utenti finali dei vantaggi economici ed ambientali dell’Efficienza Energetica. Per fare questo il nostro Paese ha messo in campo un programma pluriennale di informazione e formazione, giunto alla seconda annualità e attuato dall’ENEA, che quest’anno ha compiuto un lungo percorso toccando 10 città italiane e raggiungendo famiglie, Pubblica Amministrazione, associazioni di categoria e PMI attraverso i social network. Insieme alle soddisfazioni per le novità in campo programmatico, ci sono anche quelle per gli ottimi risultati che le politiche attive da diversi anni riescono ad assicurare alimentando il ‘contatore dei risparmi’. I risultati 2017 continuano ad essere incoraggianti, ma soprattutto misurabili. Questo ci consente un’attenta valutazione dei target raggiunti agevolando, al contempo, l’informazione e la trasparenza dei dati. Di seguito troverete alcuni dati di sintesi, ma per approfondire vi invito a sfogliare il presente volume, frutto del lavoro dei nostri ricercatori impegnati in una costante opera di monitoraggio e misura: • 5,8 milioni di Titoli di Efficienza Energetica emessi (62% in ambito industriale e il 31% in ambito civile), con un risparmio di quasi 2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep). • 421.997 richieste di detrazione fiscale del 65% per interventi di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare esistente, per un totale di oltre 3,7 miliardi di euro di investimenti attivati ed un risparmio stimato di 112 ktep/anno. • 43.227 richieste con il meccanismo del Conto Termico, corrispondenti a oltre 180 milioni di euro di incentivi, dei quali 62 milioni di euro relativi a interventi di efficienza energetica della Pubblica Amministrazione. • 10 milioni di contatti raggiunti attraverso la seconda annualità del Programma Triennale di informazione e formazione (ex art. 13, D.Lgs 102/2014). Il Rapporto è stato curato dall’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica dell’ENEA sulla base delle informazioni e dei dati disponibili al 1° giugno 2018.

Rapporto annuale efficienza energetica 2018. Analisi e risultati delle policy di efficienza energetica del nostro paese

Manduzio, Laura;Federici, A.;Bertini, I.;Moneta, R.
2018-06

Abstract

Ho voluto aprire il Settimo Rapporto ENEA sull’Efficienza Energetica con questa frase di Richard Thaler, padre dell’economia comportamentale nonché premio Nobel 2017 per aver individuato e teorizzato i tratti umani che influenzano sistematicamente le decisioni individuali e gli esiti del mercato.Estendendo il principio del make it easy agli obiettivi nazionali di Efficienza energetica, penso che sia proprio la ‘semplificazione’ la parola chiave che ha caratterizzato il 2017, anno in cui il nostro Paese ha messo in campo provvedimenti e strumenti strutturali per superare una serie di barriere che rendevano molto complessa l’attuazione delle politiche nazionali per l’Efficienza Energetica. Primo fra tutti, la Strategia Energetica Nazionale (SEN) ha delineato per il settore edilizio, ritenuto il più critico anche a livello europeo, un percorso a lungo termine di riqualificazione del parco edifici, l’ottimizzazione delle detrazioni fiscali e l’utilizzo del Fondo Nazionale per l’efficienza energetica, meccanismo quest’ultimo pensato per ridurre le incertezze negli investimenti e stimolare i finanziamenti bancari. Tutto più semplice, quindi, e decisamente più efficace. Come la constatazione che l’efficienza energetica non potesse essere disgiunta dagli aspetti della sicurezza sismica dei nostri edifici. Un solo intervento che metta insieme il risparmio energetico e la sicurezza può certamente semplificare la vita ad una famiglia che intende investire nella riqualificazione del proprio immobile, ad un’impresa di costruzioni che non sarà costretta ad intervenire più volte ma anche allo Stato che potrà ottimizzare le proprie risorse. Rimanendo nel settore edilizio, non mi stancherò mai di ricordare il meccanismo di cessione del credito per agli interventi di riqualificazione energetica introdotto già nel 2016 e perfezionato con le ultime indicazioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Si tratta, anche in questo caso, di una grande innovazione per il settore che punta a semplificare il meccanismo di incentivazione abbattendo due delle principali barriere teorizzate dall’economia comportamentale: l’avversione al rischio e quella alla perdita, che possono inibire la realizzazione di quegli interventi che sono un tassello fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi nazionali. Ritengo che, in prospettiva, tale meccanismo possa avere un effetto importante su due principali categorie di soggetti. In primo luogo i condomini che sono comunità di consumatori in cui le dinamiche decisionali e, in particolare, i conflitti spesso impediscono l’ingresso di innovazioni utili a migliorare la qualità dell’ambiente costruito, la sicurezza ed il risparmio energetico. La cessione del credito si configura come una leva che può influire su tali dinamiche che spesso bloccano il processo decisionale stesso rendendole più agili. Altra categoria che può giovarsi indirettamente della cessione del credito è quella dei cosiddetti soggetti vulnerabili che rappresentano circa il dieci per cento della popolazione italiana. Essi non sono nelle condizioni di poter intervenire sulla propria abitazione perché limitati da una serie di fattori che hanno a che fare con la proprietà dell’immobile, la disponibilità di risparmio da investire o anche la necessità di destinare buona parte del reddito ad altre priorità. In questo caso la cessione del credito può sollevare tali soggetti da oneri non sopportabili e, al contempo, restituire loro una dignità sociale minata dalle privazioni indotte dal risparmio forzato. Dunque, semplificare vuol dire anche informare gli utenti finali dei vantaggi economici ed ambientali dell’Efficienza Energetica. Per fare questo il nostro Paese ha messo in campo un programma pluriennale di informazione e formazione, giunto alla seconda annualità e attuato dall’ENEA, che quest’anno ha compiuto un lungo percorso toccando 10 città italiane e raggiungendo famiglie, Pubblica Amministrazione, associazioni di categoria e PMI attraverso i social network. Insieme alle soddisfazioni per le novità in campo programmatico, ci sono anche quelle per gli ottimi risultati che le politiche attive da diversi anni riescono ad assicurare alimentando il ‘contatore dei risparmi’. I risultati 2017 continuano ad essere incoraggianti, ma soprattutto misurabili. Questo ci consente un’attenta valutazione dei target raggiunti agevolando, al contempo, l’informazione e la trasparenza dei dati. Di seguito troverete alcuni dati di sintesi, ma per approfondire vi invito a sfogliare il presente volume, frutto del lavoro dei nostri ricercatori impegnati in una costante opera di monitoraggio e misura: • 5,8 milioni di Titoli di Efficienza Energetica emessi (62% in ambito industriale e il 31% in ambito civile), con un risparmio di quasi 2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep). • 421.997 richieste di detrazione fiscale del 65% per interventi di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare esistente, per un totale di oltre 3,7 miliardi di euro di investimenti attivati ed un risparmio stimato di 112 ktep/anno. • 43.227 richieste con il meccanismo del Conto Termico, corrispondenti a oltre 180 milioni di euro di incentivi, dei quali 62 milioni di euro relativi a interventi di efficienza energetica della Pubblica Amministrazione. • 10 milioni di contatti raggiunti attraverso la seconda annualità del Programma Triennale di informazione e formazione (ex art. 13, D.Lgs 102/2014). Il Rapporto è stato curato dall’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica dell’ENEA sulla base delle informazioni e dei dati disponibili al 1° giugno 2018.
Obiettivo 2020: le strategie in atto;Ruolo dell'efficienza energetica e contesto normativo;Financing dell'efficienza energetica;Ruolo dell'Energy Performance Contract;Domanda ed impieghi finali di energia e intensità dell'energia;Efficienza energetica nell'industria;Analisi del raggiungimento degli obiettivi nazionali;Pianificazione energia regionale e locale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12079/5142
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