Con il presente lavoro, l’Inail - organo tecnico consultivo del Ministero della Salute anche per la concessione delle autorizzazioni connesse ai nulla osta di categoria A in ambito nucleare - intende proporre indicazioni operative utili ad approcciare nel modo migliore la problematica relativa alla progettazione di un servizio di medicina nucleare ‘complesso’. Nel fare ciò, ha inteso stabilire una collaborazione con l’Enea, al fine di condividere il frutto delle reciproche competenze e delle specifiche esperienze acquisite, e di strutturare un gruppo di lavoro che potesse mettere a disposizione dell’utenza le più idonee sensibilità professionali. Il lavoro che ne è scaturito non intende porsi come uno ‘standard’ elettivo di riferimento, ma piuttosto come semplice modello di confronto per condurre il lettore a riflettere su determinate questioni invitandolo a una più ampia e sistematica valutazione. Ovviamente, il prodromo a questo tentativo è stato la presa d’atto del quadro normativo vigente, e quindi il documento necessiterà di una pronta rivalutazione allorquando anche nel nostro Paese risulterà recepita la direttiva Euratom 2013/59. L’emanazione dell’atto di recepimento comporterà infatti l’esigenza di allineare la trattazione alle nuove disposizioni, e l’occasione sarà anche utile per integrare il testo con indicazioni più propriamente dedicate agli aspetti di radioprotezione del lavoratore, che in questa fase - stante il momento di transizione normativo - sono stati volontariamente tralasciati.

Indicazioni operative utili alla progettazione di ambienti dedicati alla manipolazione di sorgenti non sigillate e alla produzione di radiofarmaci: medicina nucleare, PET, ciclotrone

Contessa G. M.
;
Sandri S.;
2019

Abstract

Con il presente lavoro, l’Inail - organo tecnico consultivo del Ministero della Salute anche per la concessione delle autorizzazioni connesse ai nulla osta di categoria A in ambito nucleare - intende proporre indicazioni operative utili ad approcciare nel modo migliore la problematica relativa alla progettazione di un servizio di medicina nucleare ‘complesso’. Nel fare ciò, ha inteso stabilire una collaborazione con l’Enea, al fine di condividere il frutto delle reciproche competenze e delle specifiche esperienze acquisite, e di strutturare un gruppo di lavoro che potesse mettere a disposizione dell’utenza le più idonee sensibilità professionali. Il lavoro che ne è scaturito non intende porsi come uno ‘standard’ elettivo di riferimento, ma piuttosto come semplice modello di confronto per condurre il lettore a riflettere su determinate questioni invitandolo a una più ampia e sistematica valutazione. Ovviamente, il prodromo a questo tentativo è stato la presa d’atto del quadro normativo vigente, e quindi il documento necessiterà di una pronta rivalutazione allorquando anche nel nostro Paese risulterà recepita la direttiva Euratom 2013/59. L’emanazione dell’atto di recepimento comporterà infatti l’esigenza di allineare la trattazione alle nuove disposizioni, e l’occasione sarà anche utile per integrare il testo con indicazioni più propriamente dedicate agli aspetti di radioprotezione del lavoratore, che in questa fase - stante il momento di transizione normativo - sono stati volontariamente tralasciati.
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