L’utilizzo di materiali avanzati ad elevate prestazioni ottico-energetiche per le superfici degli edifici può contribuire al risparmio energetico, migliorare il microclima urbano e la qualità dell’aria. Tuttavia, le superfici degli edifici sono soggette a sporcamento, e processi di invecchiamento dei materiali. Tutto ciò determina l’alterazione dell’aspetto e il decadimento nel tempo della riflettanza, aumentando la radiazione solare assorbita e la temperatura superficiale, e quindi il fabbisogno energetico per la climatizzazione estiva; si ha, in aggiunta, una minore durabilità dei materiali (maggiormente soggetti a shock termici e dilatazioni differenziali). In particolare, per materiali porosi, già il solo assorbimento d’acqua riduce la riflettanza e causa una maggiore predisposizione allo sporcamento. Il programma proposto prevede l'esposizione in esterno, a Roma e a Milano, di materiali per coperture, sia standard, sia ad alta riflettanza solare, sia con proprietà fotocatalitiche. Fra i materiali inclusi nel programma vi sono membrane sintetiche, membrane bitume polimero granigliate oppure rivestite in opera con un coating elastomerico e tegole in laterizio. Al tempo zero e ogni tre mesi viene misurata la riflettanza spettrale (fra 300 e 2500 nm) valutando l'effetto della deposizione di sporco e dell'invecchiamento sulle proprietà ottiche. Già dopo tre mesi di esposizione i materiali più riflettenti presentano un decremento di riflettanza solare compreso fra il 10 e il 15%, mentre i materiali meno riflettenti mantengono inalterata la propria riflettanza solare (perché lo strato di sporco deposto ha una riflettanza dello stesso ordine di grandezza del campione).

Valutazione delle prestazioni di cool materials esposti all'ambiente urbano: variazione della riflettanza a seguito di invecchiamento naturale

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2012-09

Abstract

L’utilizzo di materiali avanzati ad elevate prestazioni ottico-energetiche per le superfici degli edifici può contribuire al risparmio energetico, migliorare il microclima urbano e la qualità dell’aria. Tuttavia, le superfici degli edifici sono soggette a sporcamento, e processi di invecchiamento dei materiali. Tutto ciò determina l’alterazione dell’aspetto e il decadimento nel tempo della riflettanza, aumentando la radiazione solare assorbita e la temperatura superficiale, e quindi il fabbisogno energetico per la climatizzazione estiva; si ha, in aggiunta, una minore durabilità dei materiali (maggiormente soggetti a shock termici e dilatazioni differenziali). In particolare, per materiali porosi, già il solo assorbimento d’acqua riduce la riflettanza e causa una maggiore predisposizione allo sporcamento. Il programma proposto prevede l'esposizione in esterno, a Roma e a Milano, di materiali per coperture, sia standard, sia ad alta riflettanza solare, sia con proprietà fotocatalitiche. Fra i materiali inclusi nel programma vi sono membrane sintetiche, membrane bitume polimero granigliate oppure rivestite in opera con un coating elastomerico e tegole in laterizio. Al tempo zero e ogni tre mesi viene misurata la riflettanza spettrale (fra 300 e 2500 nm) valutando l'effetto della deposizione di sporco e dell'invecchiamento sulle proprietà ottiche. Già dopo tre mesi di esposizione i materiali più riflettenti presentano un decremento di riflettanza solare compreso fra il 10 e il 15%, mentre i materiali meno riflettenti mantengono inalterata la propria riflettanza solare (perché lo strato di sporco deposto ha una riflettanza dello stesso ordine di grandezza del campione).
Settore civile
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12079/6372
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