Il presente lavoro ha mosso dall’ipotesi di riqualificare un edificio rappresentativo del terziario, studiandone gli scenari di implementazione al fine di prefigurare gli effetti di un possibile adeguamento ai requisiti NZEB. L’edificio scelto come caso di studio è tra quelli costituenti il Campus Città Studi del Politecnico di Milano. Le diverse ipotesi di retrofit lato involucro e impianti, che implementerebbero la prevista manutenzione straordinaria del rivestimento delle facciate, sono state considerate in termini di energia, di costi e di emissioni ad effetto serra. Gli esiti dello studio dimostrano che, dal punto di vista delle prestazioni energetico-ambientali, intervenendo sull’esistente con soluzioni tecnologiche diffuse e consolidate è possibile ridurre i fabbisogni di energia primaria (e le emissioni ad effetto serra associate) all’ordine del 40% rispetto a quelli attuali e che ricorrendo a fonti di energia rinnovabile prodotta in loco (in questo caso tramite un sistema fotovoltaico) il bilancio può attestare un consumo energetico prossimo allo zero. Le analisi condotte dal punto di vista economico hanno però evidenziato delle criticità connesse all’implementazione di alcune soluzioni: per l’edificio esaminato, la sostituzione delle finestre, l’aumento dei livelli di isolamento dell’involucro edilizio oltre gli standard attuali e l’installazione dell’impianto di ventilazione con recupero termico non sarebbero economicamente vantaggiose. L’International Energy Agency, infatti, ha di recente avviato programmi dedicati a concertare le metodologie di ottimizzazione degli interventi in funzione dei costi a livello internazionale e alcune assunzioni procedurali in corso di definizione nell’ambito dell’Annex 56 “Cost Effective Energy and GHG Optimization in Building Renovation” sono state recepite nello svolgere il presente studio. Tra queste, il riferimento all’analisi dell’Embodied Energy e GHG delle soluzioni di retrofit: le valutazioni LCA, condotte sugli interventi previsti per migliorare le prestazioni isolanti dell’involucro dell’edificio in esame, hanno rivelato impatti non trascurabili, fino ad attestare dispendi energetici (ed emissioni di gas serra) ammortizzabili, con i risparmi ottenibili in fase di gestione, in oltre 60 anni di vita utile post-intervento. Da un lato, dunque, i possibili sviluppi della ricerca auspicherebbero una partecipazione attiva ai lavori dell’Annex 56 della IEA, per approfondire il tema dell’ottimizzazione delle strategie di retrofit di concerto con gli approcci in corso di definizione a livello internazionale. Dall’altro lato, e per la Ricerca del Sistema Elettrico Nazionale più in generale, potrebbe essere di grande interesse condurre elaborazioni di Benchmark reali, a partire dai dati di consumo elettrico registrati in un parco edifici del terziario consistente quale è quello del Politecnico di Milano. Presso il Politecnico di Milano, infatti, è stato avviato a inizio dell’anno corrente un programma di monitoraggio dei consumi elettrici per i 57 corpi di fabbrica costituenti l’Ateneo (incluso quello oggetto del presente studio): il software di lettura e archiviazione dei dati è attualmente in fase di beta-testing e, con gli interventi correttivi in atto, a fine anno disporremo di una lettura affidabile dei dati di consumo in tempo reale e dello storico del primo anno di archiviazione per tutti gli edifici d’Ateneo (si potranno anche calibrare con maggior dettaglio i risultati dell’indagine svolta in questo studio).

Analisi e valutazioni energetico-ambientali di un edificio-tipo riqualificato secondo il target NZEB

Ferrari, S.
2012

Abstract

Il presente lavoro ha mosso dall’ipotesi di riqualificare un edificio rappresentativo del terziario, studiandone gli scenari di implementazione al fine di prefigurare gli effetti di un possibile adeguamento ai requisiti NZEB. L’edificio scelto come caso di studio è tra quelli costituenti il Campus Città Studi del Politecnico di Milano. Le diverse ipotesi di retrofit lato involucro e impianti, che implementerebbero la prevista manutenzione straordinaria del rivestimento delle facciate, sono state considerate in termini di energia, di costi e di emissioni ad effetto serra. Gli esiti dello studio dimostrano che, dal punto di vista delle prestazioni energetico-ambientali, intervenendo sull’esistente con soluzioni tecnologiche diffuse e consolidate è possibile ridurre i fabbisogni di energia primaria (e le emissioni ad effetto serra associate) all’ordine del 40% rispetto a quelli attuali e che ricorrendo a fonti di energia rinnovabile prodotta in loco (in questo caso tramite un sistema fotovoltaico) il bilancio può attestare un consumo energetico prossimo allo zero. Le analisi condotte dal punto di vista economico hanno però evidenziato delle criticità connesse all’implementazione di alcune soluzioni: per l’edificio esaminato, la sostituzione delle finestre, l’aumento dei livelli di isolamento dell’involucro edilizio oltre gli standard attuali e l’installazione dell’impianto di ventilazione con recupero termico non sarebbero economicamente vantaggiose. L’International Energy Agency, infatti, ha di recente avviato programmi dedicati a concertare le metodologie di ottimizzazione degli interventi in funzione dei costi a livello internazionale e alcune assunzioni procedurali in corso di definizione nell’ambito dell’Annex 56 “Cost Effective Energy and GHG Optimization in Building Renovation” sono state recepite nello svolgere il presente studio. Tra queste, il riferimento all’analisi dell’Embodied Energy e GHG delle soluzioni di retrofit: le valutazioni LCA, condotte sugli interventi previsti per migliorare le prestazioni isolanti dell’involucro dell’edificio in esame, hanno rivelato impatti non trascurabili, fino ad attestare dispendi energetici (ed emissioni di gas serra) ammortizzabili, con i risparmi ottenibili in fase di gestione, in oltre 60 anni di vita utile post-intervento. Da un lato, dunque, i possibili sviluppi della ricerca auspicherebbero una partecipazione attiva ai lavori dell’Annex 56 della IEA, per approfondire il tema dell’ottimizzazione delle strategie di retrofit di concerto con gli approcci in corso di definizione a livello internazionale. Dall’altro lato, e per la Ricerca del Sistema Elettrico Nazionale più in generale, potrebbe essere di grande interesse condurre elaborazioni di Benchmark reali, a partire dai dati di consumo elettrico registrati in un parco edifici del terziario consistente quale è quello del Politecnico di Milano. Presso il Politecnico di Milano, infatti, è stato avviato a inizio dell’anno corrente un programma di monitoraggio dei consumi elettrici per i 57 corpi di fabbrica costituenti l’Ateneo (incluso quello oggetto del presente studio): il software di lettura e archiviazione dei dati è attualmente in fase di beta-testing e, con gli interventi correttivi in atto, a fine anno disporremo di una lettura affidabile dei dati di consumo in tempo reale e dello storico del primo anno di archiviazione per tutti gli edifici d’Ateneo (si potranno anche calibrare con maggior dettaglio i risultati dell’indagine svolta in questo studio).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12079/6486
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