Al giorno d’oggi la maggior parte del tempo viene trascorso all’interno di ambienti confinati, dove l’illuminazione è spesso prevalentemente artificiale. Nel 2002 è stato scoperto nella retina umana un terzo fotoricettore chiamato melanopsina responsabile della sincronizzazione dell’orologio biologico. Da allora è apparso chiaro che le condizioni d’illuminazione influenzano i nostri ritmi corporei in modo molto preciso: molti studi hanno indagato la relazione tra la luce e il tracciato di alcune secrezioni ormonali, in particolare i livelli di melatonina, prodotta dalla ghiandola pineale in condizioni di assenza di stimolazioni luminose. Sulla base di questi primi studi è stato pubblicato il Final Report della CIE 158:2004, che elenca i principi dell’“illuminazione salubre” (healthy lighting). E’ stato dimostrato che un’esposizione sbagliata alla luce può causare problemi di salute, tra cui alcuni specifici tipi di cancro (in particolare al seno e al colon retto). L’esistenza di un legame tra alterazione del ritmo circadiano e un’errata esposizione alla luce ha prodotto un gran numero di studi, che hanno raffinato le conoscenze in materia, scoprendo alcuni aspetti importanti sul sistema circadiano, come ad esempio; la composizione spettrale della luce è cruciale per la sua stimolazione, perché da un lato la melanopsina ha il suo picco di sensibilità nella regione del blu e dall’altro la reazione circadiana alla luce non è semplicemente la somma dei contributi di tutte le lunghezze d’onda, ma segue una legge di opponenza spettrale (giallo/blu e rosso/verde); la metà inferiore della retina è più sensibile alla luce rispetto a quella superiore; impulsi di luce a livelli di illuminamento elevati sono molto più efficaci nel sopprimere la melatonina rispetto a variazioni graduali; il momento dell’esposizione alla luce è cruciale nel determinare la reazione dell’orologio circadiano, ma questo meccanismo non è stato ancora del tutto compreso. Altro aspetto di rilievo riguarda la relazione tra la luce e i parametri psicofisiologici: la relazione tra la psicologia e la luce è tema più complesso da indagare rispetto a quella tra fisiologia e luce, ma altrettanto importante. Nel 2009 è stata fornita evidenza preliminare che la luce monocromatica rossa, generalmente considerata elemento di riposo per il sistema circadiano, può allo stesso tempo attivare la reazione psicologica di allerta. Questa scoperta pone seri dubbi sulla pratica corrente legata all’uso di luce con particolari distribuzioni spettrali per ottimizzare l’allineamento circadiano, senza tener conto di possibili effetti collaterali sul piano psicologico. Nell’ambito della ricerca sul tema della luce finalizzata alla salute e al benessere psicofisiologico degli esseri umani svolta dal dipartimento DIAEE, dopo una breve analisi bibliografica sulla relazione tra la luce e i parametri fisiologici, sono stati svolti due test sperimentali volti all’approfondimento delle conoscenze sull’influenza dell’ambiente luminoso sugli esseri umani. Il primo test (TEST n. 1) è stato realizzato all’interno di una cabina in grado di implementare facilmente differenti scenari d’illuminazione artificiale (senza apporto di luce naturale esterna), mentre il secondo (TEST n. 2) è stato svolto in ambiente reale nel quale era possibile realizzare un controllo della luce naturale nella zona di sperimentazione mediante opportune strutture oscuranti di materiale plastico. Lo scopo di tale attività è orientato allo studio delle intercorrelazioni esistenti tra l’illuminazione ambientale e le reazioni umane, al fine di muovere un primo passo verso la definizione di nuove linee guida per un’illuminazione “consapevole” anche degli aspetti psicologici e fisiologici.

Studio per la valutazione degli effetti della luce sugli esseri umani

2012

Abstract

Al giorno d’oggi la maggior parte del tempo viene trascorso all’interno di ambienti confinati, dove l’illuminazione è spesso prevalentemente artificiale. Nel 2002 è stato scoperto nella retina umana un terzo fotoricettore chiamato melanopsina responsabile della sincronizzazione dell’orologio biologico. Da allora è apparso chiaro che le condizioni d’illuminazione influenzano i nostri ritmi corporei in modo molto preciso: molti studi hanno indagato la relazione tra la luce e il tracciato di alcune secrezioni ormonali, in particolare i livelli di melatonina, prodotta dalla ghiandola pineale in condizioni di assenza di stimolazioni luminose. Sulla base di questi primi studi è stato pubblicato il Final Report della CIE 158:2004, che elenca i principi dell’“illuminazione salubre” (healthy lighting). E’ stato dimostrato che un’esposizione sbagliata alla luce può causare problemi di salute, tra cui alcuni specifici tipi di cancro (in particolare al seno e al colon retto). L’esistenza di un legame tra alterazione del ritmo circadiano e un’errata esposizione alla luce ha prodotto un gran numero di studi, che hanno raffinato le conoscenze in materia, scoprendo alcuni aspetti importanti sul sistema circadiano, come ad esempio; la composizione spettrale della luce è cruciale per la sua stimolazione, perché da un lato la melanopsina ha il suo picco di sensibilità nella regione del blu e dall’altro la reazione circadiana alla luce non è semplicemente la somma dei contributi di tutte le lunghezze d’onda, ma segue una legge di opponenza spettrale (giallo/blu e rosso/verde); la metà inferiore della retina è più sensibile alla luce rispetto a quella superiore; impulsi di luce a livelli di illuminamento elevati sono molto più efficaci nel sopprimere la melatonina rispetto a variazioni graduali; il momento dell’esposizione alla luce è cruciale nel determinare la reazione dell’orologio circadiano, ma questo meccanismo non è stato ancora del tutto compreso. Altro aspetto di rilievo riguarda la relazione tra la luce e i parametri psicofisiologici: la relazione tra la psicologia e la luce è tema più complesso da indagare rispetto a quella tra fisiologia e luce, ma altrettanto importante. Nel 2009 è stata fornita evidenza preliminare che la luce monocromatica rossa, generalmente considerata elemento di riposo per il sistema circadiano, può allo stesso tempo attivare la reazione psicologica di allerta. Questa scoperta pone seri dubbi sulla pratica corrente legata all’uso di luce con particolari distribuzioni spettrali per ottimizzare l’allineamento circadiano, senza tener conto di possibili effetti collaterali sul piano psicologico. Nell’ambito della ricerca sul tema della luce finalizzata alla salute e al benessere psicofisiologico degli esseri umani svolta dal dipartimento DIAEE, dopo una breve analisi bibliografica sulla relazione tra la luce e i parametri fisiologici, sono stati svolti due test sperimentali volti all’approfondimento delle conoscenze sull’influenza dell’ambiente luminoso sugli esseri umani. Il primo test (TEST n. 1) è stato realizzato all’interno di una cabina in grado di implementare facilmente differenti scenari d’illuminazione artificiale (senza apporto di luce naturale esterna), mentre il secondo (TEST n. 2) è stato svolto in ambiente reale nel quale era possibile realizzare un controllo della luce naturale nella zona di sperimentazione mediante opportune strutture oscuranti di materiale plastico. Lo scopo di tale attività è orientato allo studio delle intercorrelazioni esistenti tra l’illuminazione ambientale e le reazioni umane, al fine di muovere un primo passo verso la definizione di nuove linee guida per un’illuminazione “consapevole” anche degli aspetti psicologici e fisiologici.
Illuminazione pubblica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12079/6634
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