Radiolabeling and re-injection of autologous leukocytes is a nuclear medicine technique used in the scintigraphic detection of hidden infections. Since the labeled leukocytes have to be re-injected into the patient, strictly aseptic conditions are required for the labeling procedure. In the present paper the separation and labeling of mixed leukocytes with 99mTc-HMPAO were performed by using a closed, disposable kit, that, simplifying the preparation process, minimizes the possibility of accidental microbiological and radioactive contamination of the sample and operator. The recommended European procedure recommends that, if the labeling yield is <40%, further quality controls should be mandatorily performed, such as microscopic inspection and trypan blue exclusion test for cell viability. In a cohort of 280 patients the determination of leukocyte viability was performed for every examined patient, in order to ensure the best clinical significance of the scintigraphy and assure a stringent respect of Good Medical Practice. As the absolute values of leukocyte viability before the labeling demonstrated high patient variability, an accurate examination of collected clinical data was performed, in the attempt to explain this high dispersion of values. The non viable/viable leukocyte ratio BEFORE radioactive labeling was taken into consideration in the present work, and a possible relation with other patient parameters or clinical factors was studied. A direct correlation between leukocyte viability and infection severity was found, and a clinical explanation is briefly discussed.

La marcatura radioattiva e la re-iniezione di leucociti autologhi è una tecnica di medicina nucleare utilizzata nella rilevazione scintigrafica di infezione nascoste. Poiché i leucociti marcati devono essere re-iniettati nel paziente, è necessario operare in condizioni strettamente asettiche per la procedura di marcatura. Nel presente lavoro la separazione e la marcatura con 99mTc-HMPAO sono state eseguite utilizzando un sistema chiuso, in kit monouso che, semplificando il processo di preparazione, riduce al minimo la possibilità di una contaminazione microbiologica o radioattiva accidentale del campione e dell'operatore. Le procedure europee prevedono che, nel caso di resa di marcatura <40%, ulteriori controlli di qualità debbano essere effettuati, come ad esempio l'ispezione al microscopio e il test di esclusione del tripan blu per la vitalità cellulare. In un gruppo di 280 pazienti è stata eseguita la determinazione della vitalità leucocitaria in ogni paziente esaminato, al fine di garantire la miglior significatività clinica della scintigrafia ed assicurare un rigoroso rispetto della Good Medical Practice. Poiché i valori assoluti di vitalità dei leucociti della marcatura hanno evidenziato una elevata variabilità tra paziente e paziente, è stato eseguito un più accurato esame dei dati clinici raccolti, nel tentativo di spiegare questa elevata dispersione dei valori. Il rapporto leucociti non vitali/leucociti vitali PRIMA della marcatura radioattiva è stata preso in considerazione nel presente lavoro, ed è stata studiata una sua possibile relazione con altri parametri del paziente. Una correlazione diretta tra vitalità dei leucociti e gravità dell'infezione è stato riscontrata, e una interpretazione clinica è stata brevemente discussa.

Viability of autologous human leukocytes labeled by 99mTc-HMPAO

Rossi, G.;Sedda, A.F.
2016-07

Abstract

La marcatura radioattiva e la re-iniezione di leucociti autologhi è una tecnica di medicina nucleare utilizzata nella rilevazione scintigrafica di infezione nascoste. Poiché i leucociti marcati devono essere re-iniettati nel paziente, è necessario operare in condizioni strettamente asettiche per la procedura di marcatura. Nel presente lavoro la separazione e la marcatura con 99mTc-HMPAO sono state eseguite utilizzando un sistema chiuso, in kit monouso che, semplificando il processo di preparazione, riduce al minimo la possibilità di una contaminazione microbiologica o radioattiva accidentale del campione e dell'operatore. Le procedure europee prevedono che, nel caso di resa di marcatura <40%, ulteriori controlli di qualità debbano essere effettuati, come ad esempio l'ispezione al microscopio e il test di esclusione del tripan blu per la vitalità cellulare. In un gruppo di 280 pazienti è stata eseguita la determinazione della vitalità leucocitaria in ogni paziente esaminato, al fine di garantire la miglior significatività clinica della scintigrafia ed assicurare un rigoroso rispetto della Good Medical Practice. Poiché i valori assoluti di vitalità dei leucociti della marcatura hanno evidenziato una elevata variabilità tra paziente e paziente, è stato eseguito un più accurato esame dei dati clinici raccolti, nel tentativo di spiegare questa elevata dispersione dei valori. Il rapporto leucociti non vitali/leucociti vitali PRIMA della marcatura radioattiva è stata preso in considerazione nel presente lavoro, ed è stata studiata una sua possibile relazione con altri parametri del paziente. Una correlazione diretta tra vitalità dei leucociti e gravità dell'infezione è stato riscontrata, e una interpretazione clinica è stata brevemente discussa.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
RT-2016-22-ENEA.pdf

accesso aperto

Licenza: Creative commons
Dimensione 2.68 MB
Formato Adobe PDF
2.68 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12079/6751
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
social impact